E io pubblico anche senza commenti XD
"II parte
Fui svegliata dal Genio che urlava non so bene cosa, ma cercai di zittirlo "Sono stanca"e mi girai dall’altra parte. Ma lui non ubbidì, anzi fece più casino prendendomi in braccio e facendo vedere a tutti che ero sveglia "Ge-genio...potresti mettermi giù, per favore?"
Mi spiegarono che era tornato dal suo giro del mondo "Che velocità!"esclamai io stupita "Bhé...hai dormito molti giorni." "Quanti?" "Circa una settimana" aprì la bocca stupita, ma non riuscì a dire nulla "E-e adesso è finito tutto? Voglio dire…" ma non riuscii a finire la frase che un pappagallo gracchiante entrò nella stanza cercando di sfuggire ad Abu "Jago!" Aladdin mi spiegò quanto fosse successo con l’uccellino e io capii. "Maledetto uccellaccio! Guai a te se fai qualcosa che non va!" e così dicendo uscii dalla stanza "Povero pappagallino incompreso" lo sentì dire.
Uscii sulla terrazza principale e osservai Agrabah dall’alto e sospirai. ‘Bene, allora è tutto finito’ pensai ‘Ma se quel dannato pappagallo è qui..non vorrei che..’ e rientrai immediatamente. Trovai Jago nell’ex- stanza dei bottoni e lo presi per il collo (si, ok, non sono stata molto carina) "Tu! Come hai fatto a scappare dalla Caverna delle Meraviglie?" "Ehm..non.." "Niente non! Io ora ti lascio e tu mi dici tutto, capito?" il pappagallino annuì spaventato. Lo lasciai e lui mi spiegò tutto, mentre io me ne stavo seduta su una sedia fissandolo e ascoltandolo attentamente "Bhé…quindi da quel pozzo non dovrebbe passare nessuno, no?" "Bhé...si..se non tieni conto dei predoni del deserto" "Che cosa? Ma naturalmente tu non ci hai pensato, vero?" alzai la voce alzandomi immediatamente "Ehm..a dire il vero no" "Prega che non passi nessuno di lì dannato uccello!" "Ma..ma io non centro niente.." "Oh si che centri.."
Quella notte non dormii benissimo, mi svegliavo continuamente e ad un certo mi decisi ad alzarmi e ad uscire nel cortile. Ero seduta sul bordo della fontana ad accarezzare l’acqua quando sentii un rumore proveniente da dietro i cespugli che circondano le mura del palazzo e mi alzai di scatto prendendo d’istinto il pugnale. Un ometto era entrato, tirò fuori dalla tasca una lampada e ne uscì "Jafar.." dissi io a bassa voce e mi andai a nascondere dietro a una colonna senza smettere di sbirciare la scena "Dannato uccellaccio" esclamai tenendo un tono di voce basso. Feci cadere il pugnale e mi portai la mano al fianco ‘Maledette ferite..dovete far male proprio ora?’ pensai. Il rumore del pugnale attirò l’attenzione dei due uomini e io con un salto riuscii a nascondermi dietro a un cespuglio e lì mi sedetti stringendomi con due mani il fianco. "Bene, bene…Janine. Penso che questo sia tuo" alzai lo sguardo e vidi che porgeva il pugnale. Mi alzai e lo presi fissandolo. Si, avevo paura, è vero, ma cercavo di nasconderlo. "Ho in mente una sorpresina per il tuo caro amichetto..tu potresti essermi d’impiccio" tentò di legarmi non so come, ma io saltai indietro evitando così le corde "Non rendermi difficile la cosa" "Stai parlando con una ladruncola…certe cose le ho imparate" "E’ una sfida?" "Prendila come vuoi" "Attenta..con quelle ferite non durerai molto" "E’ quello che pensi tu. Non sono una preda facile." Ma lo stavo sottovalutando, infatti mi mise a spalle al muro in pochi minuti. Ma anche lui stava sottovalutando me, infatti riuscii a liberarmi come una gattina che si va a nascondere per poi attaccare la preda ed ero una gattina non facile da acchiappare, o almeno così pensavo io. "Abis Mal tieni ferma la gattina. Dovrò modificarlo quel suo bel caratterino" mi sentii prendere per le braccia e poi mi ritrovai legata per i polsi nella stanza dei bottoni.
"Ti sono mancato, vero?" "Tantissimo" "Bene..adesso dovrai dirmi un po’ di cose" "Puoi scordartelo!" e mi premette la mano sul fianco destro e io gemetti di dolore "Dicevi?" "Non mi caverai neanche una parola" "Sei testarda, eh?" "Molto" "Molto bene…anch’io lo sono. Stai attenta perché ti posso rendere molto debole mentalmente e fisicamente parlando" "Non ho paura." Perché certe volte non me ne sto zitta? E perché Jafar raccoglie le provocazioni? In effetti mi rese abbastanza debole da non riuscire a reagire più di tanto. "Allora?" ma io non dissi una parola e lui alzò la voce "Mi stai stancando ragazzina!" "Sarebbe anche ora!" urlai io con tutto il fiato che avevo e per tutta risposta mi arrivò una sberla "Sono stanco della tua resistenza! Non puoi fare niente contro di me! Sono molto più potente di te!" "Non puoi uccidermi"e si vede che toccai il suo punto debole perché non replicò.
Non so bene cosa successe poi o se gli altri si fossero preoccupati per me, ma il giorno dopo mi ritrovai in compagnia del Genio e di Abu. Più tardi ci raggiunsero anche il tappeto, il Sultano e Jasmine. Manca qualcuno? Ah già! Aladdin non so dove fosse. Jago era imbarazzatissimo. Jafar ci spiegò cos’avesse intenzione di fare "Che cosa?" urlai io arrabbiatissima "Calma. Sei già abbastanza debole" e così dicendo uscì. "Che ti ha fatto?" mi domandò Jasmine preoccupata "Lascia perdere" dissi un po’ brusca come al solito "Cioè..no..scusa. Diciamo che non ho avuto un trattamento di piacere, ecco." Poco dopo Jafar tornò sottoforma di Jasmine "Gli ho dato l’addio da parte tua mia cara principessa e ho aggiunto un tuo saluto mia cara Janine. Oh…dovevate vedere la sua faccia quando gli ho detto che sarebbe stato decapitato per ordine tuo. Certo se questa ragazzina avesse parlato tutto sarebbe stato molto più semplice, ma il fido Jago mi ha dato una mano notevole." "Maledetto uccello!" "Ehi! Maledetto è un po’ forte come parola." Jafar e Abis Mal uscirono.
Dopo qualche ora ritornarono "Andrò andare l’ultimo saluto da parte tua principessa" "Non osare!" "Sto morendo di paura" e uscì. Jago andò subito verso il Genio "E ora che stai facendo?" chiese Jasmine, io non osavo parlare "Secondo te cosa sto facendo? Sto cercando di liberare quest’impiastro di Genio per far si che vada a liberare quell’impiastro del tuo ragazzo" "Devi sollevarlo più in alto!" "Si...si…"disse il pappagallo con un filo di voce. Bene, dopo vari tentativi Jago riuscì a liberare il Genio che uscì immediatamente dalla finestra "Muoviti!" gridai io. Pochi secondi dopo ci ritrovammo tutti su una delle cupole del palazzo a discutere sul da farsi, ma io non accennai al giuramento che avevo fatto qualche settimana prima, ma dissi solo "Jago, sei imprevedibile. Ti dovrò tenere d’occhio più spesso." Si concluse che si doveva distruggere la lampada di Jafar e mentre gli altri andavano in cortile io rimasi con Jago. "Bene, ora ci infiliamo nella sala del trono" "Che cosa? Sei impazzita? E come speri di entrarci?" "Sono o no cresciuta per strada? Un modo lo troverò. E tu mi seguirai." "Cosa? Non ci penso neanche!" Lo presi per la coda "Ho detto che tu verrai con me, vigliacco di un pappagallo." Jago chino il capo rassegnato.
Dopo pochi minuti in cui cercai di non cadere riuscii a entrare nella sala principale senza farmi vedere e sussurrai a Jago "Tu controlla che non mi vedano. Io cercherò una spada" "Cos.." gli chiusi il becco mettendomi un dito sulle labbra. Così mi mossi velocemente senza far rumore e stava andando tutto troppo bene perché quando stavo per prendere la spada "Dannata ragazzina! Quante volte ti devo uccidere?" cercai di afferrare l’arma, ma lui me l’allontanò col piede dall’altra parte della stanza. Mi prese per l’abito "Allora? Vuoi ancora sfidarmi? Vuoi morire ancora?" "Non sai quante volte dovrai uccidermi senza riuscirci, Jafar" "Lo vedremo. Abis Mal! Ora." Il ladro annuì e disse "Io voglio che Jafar sia.." ma Abu riuscì a interrompere in qualche modo la frase, anche se si fece male "Maledetto ragazzino!" Mi lasciò andare e si concetrò su Aladdin. Il terrazzo iniziò ad andare in mille pezzi e io istintivamente gridai avvicinandomi al terrazzo"Aladdin!" Jafar mi fermò prima che riuscissi a fare qualsiasi altra cosa e nonostante mi dimenassi per cercare di liberarmi lui non mollava la presa. Ma Jago era sparito. La lampada era sparita. Non era sparita, semplicemente era caduta e Jafar se ne accorse. In pochi secondi mi ritrovai nel giardino a terra mentre Jafar aveva assunto la sua vera forma da Genio. Io ero quasi senza forze. Aladdin disse qualcosa riguardo allo sfidarlo, ma poi si rivelò essere il Genio che venne sbattuto da qualche parte non senza prima far apparire una spada. Mentre Jafar era distratto io presi in mano la spada "Non toccarlo Jafar!" urlai e anche se ero consapevole di non essere molto in forma per battermi mettevo, come sempre, l’amicizia al primo posto e quindi ero disposta a dare me stessa pur di difendere Aladdin. Jafar rise, dovevo aspettarmelo dopotutto, ma son testarda (si era capito?) e poi quando si tratta di giuramenti li rispetto. Assunse un’altra volta il suo aspetto. "Come vuoi" mi punto il bastone contro, mentre io incrociai la mia spada. Iniziammo a combattere, ma ovviamente lui era più potente di me e mi colpì due volte. Al posto di prendere la lampada gli altri restavano a guardare stupiti. Io diventavo sempre più debole, colpa anche di quelle dannate ferite di una settimana prima che ancora bruciavano e bruciano ancora e anche per colpa del sangue che stavo perdendo. Mi ritrovai a terra in ginocchio senza più energie. Cosa volevo dimostrare? Niente. Assolutamente niente. Solo non sopportavo l’idea che Aladdin venisse aggredito. Jafar mi alzò il viso col bastone "Sei finita…" in quel momento si resero conto di aver campo libero e Aladdin cercò di prendere la lampada, ma Jafar si accorse che non lo stavo guardando e si voltò impedendogli di prendere la lampada. Il suolo tremò e si spaccò in due. Ognuno di noi aveva la propria montagnetta personale dalla quale si rischiava di cadere. Oltretutto Aladdin non era messo bene, non che io lo fossi, ma lui stava per cadere nella lava e io avevo perso la mia spada. Solo quando Jafar umiliò davvero Aladdin lei non poté sopportare oltre e si spinse sulla montagnetta subito vicina "Il Genio aveva ragione! Sai difenderti solo a parole! Non sai battere nessuno" con le forze che avevo in quel momento sarei potuta morire "Basta. Muori." Ma Jago ricomparì appena prima che io morissi. Mi son vista morire in quel momento. Jago tentò di colpirlo, ma Jafar fu più veloce di lui e il pappagallino andò a sbattere contro un muro di roccia. Io andai, il più in fretta possibile, da lui e quando arrivai lui aveva già buttato la lampada nella lava. Io lo presi tra le braccia "Jago…stupido uccello" e mentre Jafar impazziva riuscimmo a tornare sul terreno sicuro.
Sembrava tutto finito così bene, eh? Anch’io ne ero convinta. Ma io continuavo a fare sogni confusi e ad alzarmi di notte. Jago mi faceva compagnia nelle notti in bianco e non gli nascosi la mia paura dei miei stessi sogni. Dovevo essere felice per Aladdin e Jasmine che si stavano finalmente per sposare, no?
Spesso nelle mie notti insonni sentivo pronunciare a voce bassa o alta il mio nome e avevo paura. Ero stata indebolita abbastanza nel mio ultimo scontro con Jafar. Una volta uscii da palazzo, di notte ovviamente, senza Jago e me ne andai verso il deserto. Ad un certo punto mi fermai e vidi una figura nera che si rivolse a me "Janine…" "Non è possibile" dissi con un filo di voce "Sono tornato dall’inferno dove mi avevate mandato soltanto per te" "No, basta. Son troppo debole per battermi." "Ma come? Sei troppo piccola per battere me?" "Lasciami in pace" Non ero io quella, la vera me avrebbe reagito e invece mi sentivo persa. Ma Jafar non ci badò e vedendo che non reagivo mi puntò il bastone contro, ma io dapprima girai la testa e poi chiusi con decisione gli occhi finché non lo allontanò. Jafar rise e rise forte e io mi sentii punta nell’orgoglio e lo guardai con odio "Bene, allora facciamo che mi dovrai uccidere per poi passare a Aladdin?" "Affare fatto" mi tese la mano e io gliela strinsi "L’angelo e il demone che si battono?" "Esatto, proprio così. Ma la domanda è: chi è l’angelo e chi è il demone?" Jafar sorrise e mi trasse a sé "Forse non saprai che quando son tornato ho trovato quel piccolo buono a nulla di Abis Mal che mi ha liberato dalla schiavitù del Genio e dopodiché l’ho ringraziato e l’ho ucciso perché non mi serviva più" "Stai scherzando, non è vero?" "Vuoi una dimostrazione?"mi allontanò e non so bene cosa fece, ma d’istinto saltai indietro. Non avevo molte speranze di batterlo, come adesso d’altronde, ma il patto era fatto e non potevo più tirarmi indietro, poi sparì e io fuggì verso il palazzo.
"Ma ti senti bene?" mi chiese il mattino dopo Aladdin "Vuoi essere al posto mio, forse?" "Io non avrei mai fatto una cosa così…pazza" "Bhé..forse io l’ho fatto perché tengo a voi, no? Forse quella volta dovevate muovervi a prendere la lampada invece di stare a guardarci!" "Ma…" "Niente ma! Sposati con la tua bella principessa e sii felice, mentre io muoio al posto tuo! Non avrei mai dovuto seguirti! Non avrei mai dovuto lasciare i miei genitori! E adesso è colpa tua, solo tua, se mi ritrovo in questa situazione! Guarda cosa sto facendo per voi! E tu come mi ringrazi? Mi dici che sono pazza!" scoppiai di rabbia, forse l’avevo sempre pensato, ma non glielo avevo mai detto per paura delle conseguenze "Aspetta Janine…" "Vai al diavolo!" e corsi via in lacrime, ferita.
Mi raggiunsero Jasmine, il Genio e Jago "Al non ha bene capito quanto vali…" disse il Genio cercando di confortarmi, mentre Jago metteva un’ala sopra la mia spalla "Susu, vedrai che si aggiusterà tutto. Ci parlerò io. Vedrai che capirà. Noi l’abbiamo capito" "Grazie" ma dopo qualche minuto di silenzio alzai lo sguardo e dissi "Non posso venire al vostro matrimonio" "Oh dai…adesso non dire così. Aladdin ha sbagliato, ma non ti sembra di esagerare?" "Non pensavo a quello. Non voglio che il vostro matrimonio si rovini. Forse sarò alla cerimonia. Devo tenerlo lontano da voi." "Tu pensi che potrebbe…" "Non penso, ne sono certa." "Starò attento io!" esclamò all’improvviso Jago. Io mi misi a ridere "Jago, tu starai attento solo ai doni di nozze. Sei un vigliacco per natura. No, stupido pappagallo tu starai qui." "Ma io non sono stupido! Sono il pappagallino più bravo e intelligente…"ma io gli chiusi il becco prima che potesse continuare.
La sera dopo ero su un ramo a guardare la luna pensierosa "Janine! Janine dove sei?" era Aladdin e io per non farmi trovare saltai sul ramo dell’albero a fianco, mi chiamavano la gatta ladra perché mi muovevo velocemente, specialmente di notte. Aladdin sentì il fruscio delle foglie e si accorse di me "Janine scendi, su." Io non risposi e rimasi nascosta tra le foglie "Janine…va bene, ho sbagliato, scusa..sai che sono impulsivo" Io rapidamente scesi dall’albero per cadergli di fronte e vedere la sua faccia sorpresa "Si, lo so" "Non farlo mai più" "Dovresti esserci abituato ormai" lo superai per dirigermi verso il Palazzo, ma lui mi fermò. "Scusa, davvero. Adesso dimmi…hai paura?" "Si, Aladdin, ho paura e tanta" non amo mostrare la mia paura perché mi rende vulnerabile, ma con Al posso star tranquilla. "Si vede sai?" "Dovrò nasconderla allora, come sempre" "Magari nasconderla ti può rendere più debole" "Al, da quando mi fai questi discorsi?" "Non puoi farcela da sola, Janine" "L’ultima cosa che ti chiedo è di aiutarmi" e con queste parole sparì nell’oscurità della notte. Feci fatica a prender sonno perché in quei giorni ero molto irrequieta, avevo paura che succedesse qualcosa da un momento all’altro, ma non successe più nulla.
Qualche mese dopo tutti erano agitati, si stava preparando il matrimonio. Aladdin mi aveva pregato di partecipare al loro matrimonio e io dovetti accettare. Il Genio sembrava fuori di sé, voglio dire più del solito, mentre io, Jago e Abu cercavamo di fare realmente qualcosa, mentre il Genio metteva tutto sottosopra "Genio! Stiamo cercando di far qualcosa! Tu fallo.."disse Jago "Stai fermo!"gridammo insieme "Scusate…" e mise subito a posto con un colpo di mano "Bravo genietto"dissi io sorridendo.
Un pomeriggio, mentre ci riposavamo, trovai Aladdin in giardino che camminavqa tra gli alberi e lo chiamai "Aladdin!" ero sorridente "Si?" "Stavo pensando…che ne dici di chiamare per il vostro matrimonio anche Zohra e gli altri? Sai…per ballare.." "Non ci avevo mai pensato. Non li abbiamo più visti" Zohra era una zingara e da piccoli ci divertivamo a cantare e a ballare assieme a tutti gli zingari della città e mi ero ricordata di quanto ero felice allora "Non pensi che il Sultano non vorrebbe?" "Oh…bhé…al Sultano piaceranno senz’altro. Però dovremmo dirlo agli altri, no?" "Dovresti prima chiedere…" "E va bene, ma tu vieni con me poi" "D’accordo." "E porta anche Jasmine."
Il Sultano era entusiasta della mia proposta e così il giorno dopo io, Al, Jasmine, Abu, Jago e il Genio andammo nel nostro vecchio quartiere. Trovai Zohra che stava cercando qualcosa da rubacchiare e le saltai alle spalle e lei mi accolse così "Chiunque tu sia sei morto" poi si voltò "Janine! Aladdin! Che fine avete fatto?" "Ehm..per venire al dunque..Al si sposa" la zingara vide anche Jasmine "Non mi dirai che…maledetto cosino che non sei altro" lo abbracciò e gli fece i complimenti, poi ci accompagnò nella solita radura con il solito accampamento "Stanotte insisto che voi pernottiate con noi, intesi?" "E come dirti di no?"
Poco lontano da dove eravamo noi vidi uno zingaro a me familiare e gli corsi incontro "Jaques! Non è possibile!" "Janine! Avevo sentito delle voci…dicevano che eri morta." Jaques era il mio compagno di danze, mentre Zohra cantava "Ti sembro morta?" "Non direi proprio. Nessuno ti ha rubato il posto di Regina delle Fate" io risi "Oh, bhé…reginetta…non dirmi che stasera non vorrai non ballare, vero? Lo sai che giorno è oggi?" "Si" Era la festa delle fate, un giorno particolarmente gioioso per tutti, si danza va e si cantava attorno a un fuoco enorme e le lucciole venivano attorno ad esso.
"Ora capisco perché non ami il Palazzo, Janine" mi disse quella sera Jasmine mentre mi mettevo la coroncina di fiori tra i capelli "Per te questa è la libertà, no?" "Per me questa è la felicità" "Goditi questa serata reginetta" "Grazie Zohra." E uscimmo dalla tenda, tutte le ragazze e le bambine avevano fiori o nastri tra i capelli, io avevo entrambi. Era la nostra tradizione e io amavo quel momento, va bene, mi sto ripetendo.
E danzai anche quella notte, oh se danzai…feci danzare anche Jasmine e Aladdin e si divertirono. Jago e Abu che invitarono a ballare le loro rispettive compagne, mentre il Genio faceva il buffone come al solito. Quado ballai la danza della Regina delle Fate il miracolo si compì di nuovo: all’inizio ero da sola a ballare, poi iniziarono ad avvicinarsi le lucciole e assieme ad esse anche i bambini iniziarono a danzare attorno al fuoco. Poi arrivò il momento in cui dovetti scegliere il mio compagno, di solito non sceglievo mai Jaques perché dovevo sceglierne un altro, ma in quel momento mi sembrava la cosa più logica da fare. E poi ballai il mio pezzo preferito, quello che mi attribuivano, mi chiamavano Loreley al tempo perché il testo di quella canzone dicevano che mi raffigurasse, ma io arrossivo ogni volta che me lo dicevano. Alla fine mi concessi una pausa, controllai che nessuno si accorgesse di me e mi allontanai dalla folla. Osservai la sera con le sue stelle, quella sera ero davvero felice e pensavo che nulla potesse rovinare quella serata. Ero appoggiata ad un albero e osservavo il bosco davanti a me, vidi una figura scura e sbuffai; stavo per andarmene quando sentì una mano che si posava sulla mia spalla, sussultai e mi girai "Jaques..mi hai spaventata" "Scusa" "Non preoccuparti. Che c’è?" gli chiesi con una finta indifferenza, sapevo benissimo che aveva, quello che non sapevo era quello che avevo io. "Come mai hai scelto me per la danza della Regina?" "Che ne so" "Janine.." "Si?" "Non sei mai arrossita" sgranai gli occhi. Io non ero mai arrossita! Non io! "Io non sono arrossita!" lui mi sorrise "Si, lo so..modestamente sono affascinante" "Ma piantala" mi voltai dandogli le spalle "Dai, scherzavo" poi mi abbracciò e mi sussurrò "Non ricordavo che eri così carina" "Smettila di farmi complimenti" "E cosa dovrei dirti? Che sei una brutta racchia?" risi per poi tornare seria "Ero felice stasera" "Adesso non lo sei?" "Non voglio che arrivi domani" "Senti..in città girano voci su di te e Aladdin" mi raccontò tutto "Sono vere?" "Si, sono vere" "Non pensi che dovremmo…" "No, non voglio aiuti di nessun tipo" "Stupida e orgogliosa" "Si, è vero." Ci fu un attimo di silenzio poi, non so perché, ma iniziai a piangere "Ho paura..ho tanta paura. Mi detesto per quello che ho fatto. Detesto il mio carattere impulsivo. Vorrei starmene zitta a volte e non ci riesco.." "Ecco stai zitta un secondo. E’ vero sei impulsiva, ma è proprio per questo che alla gente piaci. Se la nostra Janine non fosse così come potremmo amarti? Adesso che hai mostrato la tua paura sarai più forte, non credi?" Mi scostai da lui e lo guardai, spaventata "Scusa, non volevo spaventarti. Si, mi dicono che sto diventando inquietante, solo che è più forte di me. Non riesco a farne a meno." "Vorrei non essere così debole. Guarda mi spavento per niente." "Non è vero…hai visto solo un amico cambiato" "Ti prego, non cambiare" non mi riconoscevo, io che parlavo così? Ma quando mai? Vidi che stavano spegnendo il fuoco. Er già così tardi. "Reginetta è ora di andare a letto" "Nono, io non vado da nessuna parte se prima non mi dici che ti è successo" "Domani" "Jaques" "Janine" "Ehi! Non mi dire cosa devo o non devo fare!" "E’ troppo buio. Vai a letto" "Non temo l’oscurità" "Pare di si invece" "Piccolo bastardo…io…" "Tu cosa? Dai, adoro spaventarti un po’ e adoro quando te la prendi" non dissi nulla, ma mi limitai a fissarlo. All’improvviso lui mi stinse a sé "Mi mancavi" "Io non sono più sicura di fidarmi di te invece" mi baciò, quel piccolo zingarello mi baciò, ma mi teneva ben stretta perché io potessi reagire "Mi sei davvero mancata" "Bene, adesso lasciami andare. Mi stai facendo male" mi lasciò andare e io prima di andare a dormire gli dissi "Qualunque cosa tu abbia in mente di fare, non farla. Non ti riconosco più." Non gli augurai neanche la buonanotte e mi misi sotto le coperte, mentre Zohra, Aladdin e gli altri già dormivano. Mi voltai e vidi Jago che ancora non dormiva, non avevo mai pensato a lui. Era solo un uccellino, dopotutto, no? Qualche anno prima mi odiava e ora mi aiuta, si preoccupa per me! Incredibile, vero? Gli augurai la buonanotte e il pappagallino chiuse gli occhi. Ad un certo punto sentii qualcuno entrare e mi girai su un fianco, facendo finta di dormire. Sentii Jaques dire sottovoce "Piccola gattina, di addio a me e alla tua vita." Forse rimasi più stupita dal fatto che l’avevo perso che altro. Sono una ragazza anch’io, prima o poi i sentimenti sarebbero usciti, no? E in quel momento ho sentito il cuore rompersi, dividersi in milioni di pezzettini.
Il giorno dopo mi svegliai prima di tutti, avevo fretta di andarmene. Svegliai prima Jago ricevendo varie sue imprecazioni e poi gli altri. Uscimmo dalla tenda e ci stavamo dirigendo verso la strada principale quando sentii Zohra dietro di me che mi disse "E così ve ne stavate andando senza salutare, eh?" mi voltai e le sorrisi "No..bhé..un pochino…" venne verso di me e mi sorrise "Corri. E’ meglio" si allotanò e noi andammo verso il Palazzo."